"La Big Pharma contro la Marihuana" di Salvador Freixedo

"La Big Pharma contro la Marihuana" di Salvador Freixedo

Pamiés è portato in tribunale per aver coltivato la pianta a scopi curativi

Coloro che si oppongono al sistema in difesa del bene e della giustizia, patrocinando un modello di società più in consonanza con la nostra natura di esseri pensanti in continua evoluzione, sono condannati a pagare un alto prezzo in termini di discredito, mancanza di considerazione, vuoto intorno a sé, multe milionarie, pene carcerarie, ecc., un continuo assillo insomma da parte delle guardie dell’establishment. Esiste una sfilza di nomi a questo riguardo, appartenenti a diversi settori, ma ne citerò solo quattro per il fatto di essere in relazione con l’agromento salute: il dottor Gerson, assassinato per essersi azzardato a curare i tumori; il dottor Hamer, che ingiustamente è stato inabilitato per lo stesso motivo; Ruth Drown, anche lei assassinata dopo che il suo laboratorio di radionica era stato distrutto; e Linus Pauling, che è stato perseguito per aver denunciato i test nucleari. Josep Pamiés è perseguito dalla giustizia. Il suo delitto è quello di coltivare la marihuana terapeutica. Proprio ieri c’è stata l’udienza e siamo in attesa della sentenza. L’accusa chiedeva per lui una multa più il carcere, mentre quelli della Monsanto, della Bayer e tutti gli avvelenatori sociali se la spassano nei loro yacht quando il pianeta è agonizzante a causa dei loro prodotti tossici, i loro “aspartami” della morte, in forma di Natreen, Canderel, Nutrasweet e il nostro E-951. Bisogna sottolineare che nella loro forma liquida – quella utilizzata nella preparazione delle bibite – provocano più assuefazione della cocaina. Per quanto concerne la cannabis, la società ignora la grande manipolazione tramata al fine di proibirla e metterla in relazione con la delinquenza e la marginalità. E tutto per interesse economico. Ma la ricerca sui cannabinoidi della pianta e le loro proprietà per curare alcune malattie (come il tumore al cervello) oppure per alleviarne altre, ha fatto in modo che la gente stia cominciando a vedere le sue molteplici proprietà terapeutiche. Gli studi scientifici indipendenti che si stanno facendo in tutto il mondo non stanno avendo la risonanza meritata, dovutamente al conflitto di interesse. Ciò che interessa alla Big Pharma è che la pianta continui ad essere demonizzata e che il cittadino continui a credere che sia un pericolo sociale. In questo modo potranno continuare a sfruttarla in modo privato e i malati continueranno a non trarre beneficio da qualcosa di così immediato ed economico da reperire – si può coltivare in casa, in un vaso, per uso proprio – facendo ricorso, d’altra parte, ai loro prodotti dagli orribili effetti collaterali.

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