"Twin Peaks e la Genesi del Male e del Bene"

Articolo di Pierpaolo Festa


Signore e signori... il Male. Ancora lui. Solo che questa volta viene sparato dritto in vena a chi sta a guardare. In altre parole, a partire da oggi, possiamo tranquillamente dividere il mondo in due: i pochi fortunati che hanno visto l'ottavo episodio di Twin Peaks e quelli che non lo hanno ancora fatto. Sì, stiamo parlando di questo tipo di prodotto: una pietra miliare della TV contemporanea. Accompagnato da due tipi di suoni: l'industrial dei Nine Inch Nails (che appaiono nei primi minuti) e le note potentissime di Angelo Badalamenti, che finalmente torna a scatenare il suo genio per Lynch, il nuovo capitolo - intitolato "Gotta Light?" e cioè "Hai d'accendere?" - è un'ipnosi/attacco di panico della durata di cinquantotto minuti. Una follia lynchana? Sì. Una divagazione inattesa e non necessaria all'interno dell'economia del racconto di Twin Peaks? Forse. Ha senso tutto quello che vediamo? Oh sì, eccome se lo ha! Recentemente Lynch ha suggerito che il modo migliore per guardare Twin Peaks ed essere ospitati in un altro mondo è quello di abbassare le luci, alzare il volume e mettere gli auricolari per sentire al massimo il lavoro di sound editing che lui stesso ha curato. Abbiamo seguito le sue istruzioni, ma iniziare a farlo con questo ottavo episodio può avere alcuni effetti collaterali. Uno su tutti: l'insonnia generale. Il regista ci rende testimoni di un evento tutt'altro che lieto. Ci conduce in una specie di nursery, dove assistiamo alla nascita di - ancora lui - BOB. Nel farlo si affida sempre al vero volto del compianto Frank Silva che incarna uno dei cattivi più cattivi mai visti al cinema e in TV. L'episodio può essere diviso in tre parti tematiche: l'inizio con il Cooper cattivo a cui capita un piccolo incidente, il secondo atto in cui Lynch ci porta indietro nel tempo all'epoca del "Progetto Manhattan", e una terza parte che sembra un horror movie, indipendente da ogni tipo di racconto legato alla serie. Attenzione, sembra! Il progetto Manhattan e cioè la prima vera esplosione della bomba atomica il 16 luglio 1945: il test nucleare che dà origine a BOB. La macchina da presa inquadra un fungo atomico e si fa strada all'interno di quel fumo radioattivo. Assistiamo alla scena due volte: la seconda volta la vediamo attraverso gli occhi del Gigante in quella che crediamo sia la Loggia Bianca. Un luogo sacro contrapposto alla "stanza rossa" e in cui - ecco uno dei punti più alti dell'episodio - scopriamo che nel momento in cui BOB viene vomitato da una creatura demoniaca, allora le forze della loggia bianca hanno la necessità di creare Laura Palmer. la santa che si fa carico di tutti i mali del mondo e che alla fine potrebbe sconfiggerli. Il terzo atto dell'episodio sembra un incrocio tra i Monster Movie della Universal di un tempo (non il Tom Cruise de La mummia, ma L'uomo lupo con Lon Chaney) unito agli esperimenti dei filmacci di Ed Wood. Il risultato è agghiacciante e terrificante. E' in questo momento che diciamo addio a ogni possibilità di chiudere gli occhi con calma. Lynch è scatenato e prende tutto il suo cinema e va all-in in un episodio che ricorda la videoarte di Terrence Malick con una differenza profonda: il regista di The Tree of Life punta verso la grazia e il cielo, il papà di Twin Peaks cattura invece la natura del male e la scansiona ai raggi X. Lynch sfida perfino 2001 di Kubrick quando si avventura dentro il fungo atomico regalandoci una serie di immagini che ci fanno sgranare gli occhi. In un mondo in cui si parla tanto della TV come luogo ideale per gli sceneggiatori, ancora una volta Lynch arriva con la stessa forza di un carro armato, pronto ad alzare il dito medio contro ogni regola televisiva. E a dimostrare che "il piccolo schermo" può essere in primis il luogo dei registi e degli autori. Twin Peaks salterà un giro a causa del weekend dell'Independence Day negli USA. Ci vorranno dunque due settimane prima di vedere un nuovo capitolo. Ed è un tempo necessario per digerire e riesaminare quello che abbiamo appena visto. Un capolavoro.

Fonte: www.film.it

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