"Tecnica per Spogliarsi dalle Identificazioni con variante" di Ambra Guerrucci

cogito ergo sum meditazione
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Quando parliamo di identificazione intendiamo quel particolare fenomeno che vede l’individuo immedesimarsi in un oggetto, pensiero, convinzione, ruolo od emozione. Ogni persona ha, effettivamente, delle identificazioni, anche se spesso queste dinamiche vengono vissute in assenza di consapevolezza...
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Può accadere che ci si identifichi con la nostra nazionalità, professione, marca di abbigliamento, squadra di calcio, e non è difficile accorgerci di questo poiché quando viene criticato l’oggetto dell’identificazione ci sentiamo offesi sul piano personale. Un altro aspetto molto comune è l’identificazione con il proprio corpo fisico, che conduce inevitabilmente alla paura della morte, oppure con un emozione, ed questa possibilità si verifica ogni volta che diciamo: “Io sono arrabbiato”, frase molto comune che mette l’Io e la rabbia sullo stesso piano. Ogni identificazione è alla radice di paure e schiavitù, perché diventiamo automaticamente dipendenti da ciò che pensiamo di essere, e quando lo perderemo ci sentiremo come se una parte di noi fosse morta. Oltre ad essere un ostacolo alla consapevolezza, dato che quando siamo identificati con qualcosa non riusciamo ad osservarlo da testimoni (cioè come dall’esterno), tale meccanismo ci porta inevitabilmente alla sofferenza, perché ogni cosa che non è la nostra essenza prima o poi la perderemo. Questo esercizio è nato per verificare le nostre identificazioni, prenderne consapevolezza e liberarcene, ma non basta praticare una volta questo esercizio proposto, piuttosto si rende necessario un lavoro sul quotidiano, che ci conduca ad osservare ogni identificazione e comprendere che noi esistiamo indipendentemente da ciò che crediamo di essere.
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Prima di iniziare la pratica di meditazione è necessario prendere alcuni accorgimenti: scegliere un area della casa dove possiamo prenderci del tempo per noi senza essere disturbati, indossare abiti comodi, che non stringano alcuna parte del corpo, e praticare possibilmente a digiuno o dopo almeno un paio d’ore dall’ultimo pasto, perché i flussi mentali potrebbero interferire con il processo digestivo. Iniziamo la pratica sedendoci in posizione di meditazione o sdraiandoci e, lasciando il respiro naturale, portiamo su di esso la nostra attenzione, lasciandoci trascinare in un profondo rilassamento. Proseguiamo osservando, ad una ad una, ogni parte del corpo, in modo da sciogliere le tensioni ed ottenere un rilassamento ancora maggiore. In seguito, quando ci sentiamo liberi da ogni tensione, procediamo visualizzando noi stessi con molti vestiti indosso, a strati, l’uno sopra l’altro. Osserviamo ogni indumento dello strato più esterno e carichiamo ognuno con una particolare identificazione, se ci risulta più semplice possiamo visualizzare sopra ogni indumento una scritta con l’identificazione a cui l’abbiamo accomunato, ad esempio, su una giacca, potremo visualizzare la scritta “Mente”. Quando ci sentiamo pronti possiamo procedere spogliandoci di tale indumento, per poi continuare ad etichettare ognuno di essi e, di nuovo, spogliarcene. Infine, quando non è rimasto più alcun indumento, osserviamo quanto ci sentiamo liberi e leggeri, finalmente siamo solo noi stessi. Adesso possiamo effettuare l’ultimo passo di questa tecnica, osservare il nostro corpo privo di abiti su cui si accende un punto luminoso, che lentamente di estende fino a far scomparire il corpo, l’identificazione più grande, e lasciare al suo posto la nostra essenza, una grande sfera di purissima luce che, con il tempo e la pratica, potrebbe iniziare ad espandersi libera dai confini che abbiamo rimosso. Prima di tornare alla dimensione quotidiana può essere utile prendersi del tempo per osservare come ci sentiamo dopo questa pratica, dopodichè inizieremo a fare piccoli movimenti e, quando siamo pronti, possiamo aprire gli occhi. 
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Variante per chi non ha dimestichezza con le visualizzazioni
Dato che non tutti abbiamo la stessa dimestichezza con la visualizzazione, ho deciso di creare una variante per le persone che si trovano più a loro agio con il sentire, ovvero con la percezione non visiva. Anche in questo caso iniziamo sedendoci in posizione di meditazione o sdraiandoci e, lasciando il respiro naturale, portiamo su di esso la nostra attenzione, abbandonandoci allo stato di rilassamento. Proseguiamo osservando, ad una ad una, ogni parte del corpo, in modo da sciogliere le tensioni ed ottenere un rilassamento ancora maggiore. Procediamo richiamando le nostre identificazioni, tutte le cose che pensiamo di essere ed osserviamole una per una. Iniziamo, ad esempio, con l’identificazione per la squadra di calcio, il ruolo sociale od un oggetto a cui non abbiamo un attaccamento molto forte. Concediamoci di sentirci totalmente identificati ed, al tempo stesso, osserviamo questo meccanismo e quando riusciamo a farlo, con un atto di volontà, lasciamo andare quella particolare cosa che credevamo di essere, per poi ripetere lo stesso procedimento con le altre identificazioni. Infine, quando siamo giunti ad eliminare tutte le identificazioni che ci venivano in mente, procediamo staccandoci anche dall’attaccamento al corpo. Come nelle fasi precedenti sentiamoci immedesimati nel corpo ed osserviamo come ci sentiamo, in seguito, quando l’immedesimazione è totale, lasciamo andare anche quest’ultimo attaccamento, e concediamoci qualche minuto per osservare come ci sentiamo adesso, prendendo consapevolezza della differenza tra prima e dopo l’esecuzione della tecnica. Quando ci sentiamo pronti  a tornare nella dimensione quotidiana possiamo iniziare a fare piccoli movimenti con alcune parti del corpo, per poi aprire gli occhi.
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il grande libro della meditazione ambra guerrucci federico bellini risveglio edizioni
Autori: Ambra Guerrucci e Federico Bellini
Titolo: "Il Grande Libro della Meditazione"
Editore: Risveglio Edizioni
Data pubblicazione: 2015
Formato: Libro 14,80x21
Pagine: 300
Prezzo: n/p

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