“Osservare il Respiro con Devozione” di Ambra Guerrucci

meditazione spiritualità benessere illuminazione federico bellini ambra guerrucci
.
“Con somma devozione, centrati sulle due giunture del respiro e conosci il conoscitore.”
.
Questa tecnica è molto simile alla seconda meditazione tantrica che troverete in questa sezione, ma viene introdotto un elemento nuovo, l’atteggiamento di somma devozione, che rende tale metodo molto più affine alle persone emotive, o che danno maggiormente ascolto al loro cuore. L’atteggiamento è una cosa molto importante poiché si traduce in azioni e, fino a quando non riusciamo ad essere consapevoli di ogni nostro pensiero, gesto, emozione e parola, si tratta di un valido alleato per far si che ogni nostra azione - cosciente o subconscia - sia la manifestazione della volontà che si trova alla base dell’atteggiamento stesso. Quando si parla di somma devozione nasce in genere molta confusione, dato che tale sentimento viene inteso come amore per Dio, che in occidente è considerato un qualcosa di assolutamente esterno all’essere umano, perpetuando così la dualità interno/esterno e la prospettiva soggettiva (o egoica) che ci permette di sentirci un elemento separato dal resto del Cosmo. In questo caso ci si riferisce, invece, ad un amore incondizionato e profondo rispetto per la coscienza universale, centro di tutto ciò che esiste. Questa meditazione si divide quindi in due stadi: il primo prevede di porsi in atteggiamento devozionale verso la nostra più pura essenza, mentre il secondo si esegue semplicemente centrandosi sui punti in cui l’inspirazione cede il posto a l’espirazione e viceversa.
.
Ritiriamoci nel luogo che abbiamo scelto per meditare, regolando la luce affinché sia pari a quella prodotta da un paio di candele, in modo da non assopire né eccitare la Mente. Quando siamo pronti iniziamo ad osservare noi stessi con occhi nuovi, con la consapevolezza che noi non siamo semplicemente questo corpo, ma l’energia divina che si muove attraverso di esso. Se per noi è difficile amare noi stessi e considerarci esseri divini possiamo introdurci in questo stato utilizzando l’affermazione: “Sono energia divina manifesta attraverso un corpo, mi amo incondizionatamente”. Ovviamente non è la frase che conta, ma l’apertura di cuore ed il sentimento con cui la pronunciamo, per questo motivo è importante non farla diventare un affermazione meccanica e sterile, ripeterla non per forza alla lettera, ma mettendoci del nostro in modo da sentirla risuonare nelle profondità del proprio essere. Un ulteriore aiuto per entrare in questo atteggiamento possiamo ottenerlo ponendo una mano al centro del petto e portando in quest’area la nostra attenzione. Questo centro energetico è collegato alla Mente Neutrale, ciò che sta oltre la Dualità e ci permette di sperimentare amore incondizionato ed accettazione. Quando riusciamo a sentire profondamente la devozione che abbiamo verso il divino che è in noi, procediamo smettendo di pensare volontariamente ed introducendo l’ultima fase, portare l’attenzione al nostro respiro, precisamente nel punto esatto in cui l’inspirazione e l’espirazione si uniscono, diventando una cosa sola, consapevoli che noi non siamo il corpo che respira, ma il divino che respira attraverso il corpo. Quando prendiamo familiarità con questo esercizio può scattare qualcosa, in un attimo possiamo trovarci a “conoscere il conoscitore” ovvero diventare la pura consapevolezza, colui che osserva, disidentificandoci da ciò che osserviamo.

Commenti