“Le Tre Tecniche per Trascendere il Corpo” di Ambra Guerrucci

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“Giaci come morta. Arrabbiata in ira, stai così. Oppure fissa senza muovere una palpebra. Oppure succhia qualcosa e diventa il succhiare.”
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Questa meditazione è stata concepita in tre varianti, tutte con lo scopo di abbandonare il nostro attaccamento al corpo e l’identificazione ad esso, per sperimentare la nostra vera essenza. La prima versione consiste nell’immaginare di essere morti, si tratta di un modo veramente d’impatto poiché in questo caso il corpo, essendo collegato alla Mente e alle emozioni, tenterà di muoversi meccanicamente e rimanendo totalmente immobili riusciremo ad oltrepassare la meccanicità ed assumere quindi la totale padronanza del corpo. Sentendoci morti, rimanendo totalmente immobili, ci scontreremo non solo con la meccanicità, ma con l’identificazione con il corpo, che potrebbe far sorgere in noi tutta la rabbia che abbiamo dentro, repressa da una vita. In questo caso il nostro subconscio potrebbe far muovere automaticamente il corpo, ma è importante mantenere il controllo, senza, al contempo, reprimere niente ma osservando semplicemente i pensieri e le emozioni che emergono alla luce della nostra consapevolezza. Anche la seconda variante è molto potente e, come la prima, sfrutta la meccanicità del corpo per uscire dagli automatismi, anche se in questo caso l’oggetto della tecnica diventa lo sguardo. L’ultima versione richiama, invece, un istinto primordiale dell’uomo: quello di succhiare. L’approccio, in questo caso, non è il dominio del corpo, quindi la disciplina, ma al contrario l’abbandono dell’ego nell’azione, diventare l’azione, per poi osservarsi dall’esterno e prendere distanza dal corpo, quindi dall’identificazione con esso. Questo metodo può essere utilizzato con qualunque azione, ma è stato scelto il succhiare perché richiama la nostra innocenza, poiché si tratta della prima cosa che il bambino impara a fare. 
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“Giaci come morta. Arrabbiata in ira, stai così.”
Ritiriamoci in un area tranquilla della casa dove possiamo prenderci del tempo per noi senza essere disturbati. Regoliamo la luminosità della stanza in modo che risulti in penombra, ovvero che ci sia abbastanza luce da non assopire la Mente, ma nemmeno così tanta da eccitarla. Sdraiamoci con l’intento di rimanere immobili ed immaginiamo di essere morti. In questo stato non possiamo fare niente, non possiamo muovere il corpo, ciò che resta di noi è la pura consapevolezza e l’immobilità. Smettiamo di pensare volontariamente, ma non reprimiamo alcun pensiero, semplicemente osserviamolo prendendone distanza, consapevoli che quel pensiero non siamo noi, è solo una nuvola che solca il nostro cielo interiore. Restiamo immobili! Ad un tratto potrebbe emergere la rabbia che per tutta una vita abbiamo tentato di reprimere, oppure altre emozioni, ma anche in questo caso osserviamo rimanendo fermi, proprio come se fossimo morti. Eseguendo questa tecnica potrebbe accadere di perdere la consapevolezza del corpo, avere le vertigini oppure sentire dei particolari suoni, ma non c’è bisogno di preoccuparsi perché in genere questi sintomi indicano che stiamo per uscire dal corpo.
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“Oppure fissa senza muovere una palpebra.”
Anche in questo caso è necessario ritirarci in un area della casa dove abbiamo la possibilità di prenderci del tempo per noi senza essere disturbati. Sdraiamoci o sediamoci comodi su di una poltrona, rilassando il corpo sempre più profondamente. Senza pensare volontariamente, iniziamo a fissare un punto che si trova di fronte a noi, senza sbattere mai gli occhi. Inizialmente sarà molto difficile riuscire a non muovere le palpebre, poiché si tratta di un automatismo, ma quando riusciremo ad auto-disciplinarci supereremo l’ostacolo iniziale e lo sguardo si fisserà naturalmente, poiché l’energia fluirà verso il terzo occhio, aumentando l’attività di questo centro. Eseguendo in modo regolare questa tecnica è possibile iniziare a vedere cose che normalmente non vediamo, come la luminosità degli oggetti, i Corpi Sottili o addirittura gli spiriti. Fissando lo sguardo senza muovere le palpebre riusciamo a rompere la meccanicità non solo fisica, ma anche mentale, quindi a fermare completamente la Mente, in modo da poter sperimentare la nostra vera natura. 
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“Oppure succhia qualcosa e diventa il succhiare.”
Sediamoci o sdraiamoci in un area della casa dove possiamo rilassarsi in silenzio senza che nessuno ci disturbi. Regoliamo la luce della stanza in modo che non sia superiore a quella emessa da due o tre candele. Procediamo rilassando il corpo attraverso il respiro, dopodiché portiamo un dito dentro la bocca ed iniziamo a succhiare come facevamo da bambini. Lasciamo stare le inibizioni, la morale e tutti quei pensieri che ci incitano a smettere perché siamo troppo grandi per farlo, oppure perché è un gesto ridicolo. In realtà questa è l’azione primaria che ogni uomo compie, il primo atto dopo la nascita e può concederci di rinascere in una nuova consapevolezza, di ritrovare la nostra innocenza ed elevarla a saggezza. Prendiamo distanza da ogni pensiero, non pensiamo volontariamente e diventiamo il succhiare. Abbandoniamoci a ciò che proviamo, lasciamo che il nostro ego muoia in quel succhiare e che la nostra consapevolezza scenda sempre più profondamente nell’azione. Infine osserviamoci dall’esterno, viviamo totalmente l’attimo senza pensare, giudicare, classificare o tradurre in verbo ciò che vediamo. Godiamoci semplicemente l’esperienza e le sensazioni che ci dona.

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