"Meditazione per Spogliarsi dai Convincimenti" di Ambra Guerrucci

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Quando parliamo dei convincimenti intendiamo tutte quelle convinzioni che abbiamo sviluppato fin dalla prima infanzia, attraverso i condizionamenti, e che essendo opinioni radicate in profondità nel nostro inconscio determinano il modo in cui interpretiamo la realtà, frapponendosi tra noi e l’osservato come un filtro, condizionando anche i nostri comportamenti, con il risultato di creare meccanismi di azione-reazione che limitano pesantemente la nostra libertà. Normalmente non abbiamo la possibilità di scegliere come rispondere nell‘ambito di ciò che accade, perché siamo intrappolati in meccanismi inconsci che ci portano a reagire in modo sempre uguale a stimoli simili, non siamo in grado di scegliere di non arrabbiarci se veniamo offesi, e la cosa peggiore è che molte persone non si rendono nemmeno conto di non avere questa libertà di risposta. Le convinzioni si formano, in genere, in seguito ad una specifica esperienza. Quando ci troviamo in una determinata situazione la mente subconscia tende a classificare questa, ed ogni sua componente, come “positiva” o “negativa” e se la stessa esperienza viene ripetuta genera una convinzione: quando affronteremo di nuovo la medesima circostanza, oppure una simile, il nostro inconscio la interpreterà sulla base dei dati già raccolti, portando il soggetto a non vedere la realtà oggettiva, ma una percezione distorta dalla proiezione del passato sul presente. Ad esempio, una persona che è stata aggredita da un cane in tenera età, quando sarà grande potrà portarsi ancora dietro la paura dei cani, sperimentando panico ogni volta che si trova di fronte ad un animale simile, anche se lo stesso non mostra segni di aggressività; in questo caso la convinzione nata dalla precedente esperienza sta impedendo al protagonista di vivere la situazione sulla base della realtà di quell’istante. Quando la convinzione si è strutturata ci conduce, inconsciamente, a creare situazioni che tenderanno a riconfermarla, per riprendere l’esempio precedente potrebbe accadere che il soggetto, terrorizzato dalla vista del cane, tenti di scappare, mentre l’animale, per istinto, inizia a corrergli dietro, ed anche se non ha intenzioni violente spaventerebbe ancora di più il protagonista, che rafforzerebbe ulteriormente la convinzione che i cani sono animali cattivi. Un altro esempio molto più comune è quello di persone convinte che nessuno li ascolti, e che tendono ad adottare, a causa della convinzione stessa, un atteggiamento timido e riservato, con il risultato di non essere realmente ascoltate e quindi di riconfermare la convinzione. Spesso non ci rendiamo conto di come siamo noi stessi gli artefici delle situazioni che rafforzano le nostre convinzioni, questo perché esse operano a livello della mente subcosciente, quindi si traducono in automatismi, comportamenti di cui non abbiamo coscienza, e la stessa mente controlla anche le funzioni del nostro corpo fisico (il respiro, il battito cardiaco etc..), per questo motivo, quando una convinzione viene attivata, il corpo reagisce in modo automatico. Per eliminare le convinzioni, con cui spesso siamo molto identificati, è di capitale importanza lavorare su noi stessi, osservare quando e come queste convinzioni si manifestano nel nostro quotidiano, in modo da prenderne consapevolezza e trasformarli da inconsci a coscienti. Non è semplice riconoscere le proprie convinzioni, ma un buon punto di partenza consiste nel formulare un affermazione su un argomento in cui crediamo fermamente, per poi chiederci perché pensiamo questo, e ad ogni risposta chiederci ancora “Perché?”, fino a giungere alla convinzione di base, per poi analizzarla oggettivamente, chiedendoci se siamo effettivamente convinti che sia così.
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La meditazione che mi accingo ad esporre è un valido aiuto per tutte le persone che vogliono sperimentare la realtà al di là delle convinzioni, ma prima di eseguirla è utile prendere un foglio ed annotare tutte le cose di cui siamo fermamente convinti, oppure che ci hanno inculcato attraverso l’educazione, in particolare è importante lavorare su quelle negative come: “Non sono bella, non sono abbastanza brava per trovare lavoro, non sono degna di avere denaro, etc..”, tutte convinzioni che ci impediscono di manifestare la realtà che vogliamo. Lo scopo di questa semplice tecnica è quello di liberarci dai condizionamenti e può rivelarsi molto utile anche per le persone che sono impegnate nella creazione consapevole della propria vita, poiché i convincimenti influiscono, come spiegato in precedenza, sulla creazione degli eventi. Per eseguire la tecnica è necessario ritirarsi in un’area tranquilla della casa, dove possiamo immergerci in meditazione senza essere disturbati. È importante, ai fini del rilassamento, indossare abiti comodi, che non stringano eccessivamente alcuna parte del corpo. Quando ci sentiamo pronti sediamoci comodi ed iniziamo a rilassare il corpo osservando il respiro. Spostiamo l’attenzione su ogni parte del corpo, partendo dai piedi fino ad arrivare alla testa, soffermandoci in ogni area fino a quando non ci sentiamo profondamente rilassati. In seguito proseguiamo visualizzando noi stessi con indosso un paio di occhiali molto scuri, che ci impediscono di vedere la realtà per come veramente è: gli occhiali dei nostri convincimenti, derivanti da esperienze, insicurezze e condizionamenti. Carichiamo gli occhiali con tutte le nostre convinzioni, visualizziamole come energia scura che si riversa negli occhiali stessi, oppure sentiamo semplicemente che in essi si incanalano tutte le nostre idee radicate. Lasciamo che fluiscano negli occhiali anche tutte le emozioni legate alle convinzioni, come rabbia, paura, gelosia o tristezza, nonché tutti i pensieri legati ad esse. Quando ci sentiamo totalmente svuotati dalle energie con cui abbiamo caricato gli occhiali passiamo ad osservarci, prestando attenzione alle sensazioni che proviamo indossandoli, al modo in cui essi influenzano il nostro stato d’animo, il nostro respiro, o la percezione della realtà. In questo caso potrebbe essere interessante evocare una particolare situazione reale della vita, legata ad un problema, un modello di comportamento, oppure un esperienza traumatica che ci ha condizionati. La prima volta che pratichiamo l’esercizio potremo partire da episodi di minor importanza, come liti già superate, per poi arrivare, con la pratica, alle situazioni in cui siamo ancora oggi molto coinvolti emotivamente. Osserviamo la scena che abbiamo scelto attraverso gli occhiali, prestando attenzione, allo stesso tempo, alle emozioni, pensieri e sensazioni che attraversano la nostra coscienza. Proseguiamo l’esercizio continuando a visualizzare noi con gli occhiali che, allo stesso tempo, iniziamo a respirare direzionando al centro del petto l’energia del respiro stesso, quindi sentiamo il cuore spirituale espandersi e, se ci può aiutare, portiamo una mano in quest’area. Progressivamente crescerà un senso di accettazione e tranquillità, importantissimo per continuare l’esercizio. Qualsiasi sentimento insorga non reprimiamolo, non giudichiamolo, ma accettiamolo lasciandogli spazio per esistere. Se con gli occhiali ci sentiamo arrabbiati accettiamolo, se ci sentiamo infelici accettiamo anche questo, lasciamo che esista come una fase del grande gioco della vita. Quando siamo pronti torniamo alla scena scelta in precedenza, immaginando che, con gli occhiali delle convinzioni, guardiamo la circostanza che ci ha in qualche modo turbato. Osserva come appaiono le persone coinvolte da questa prospettiva, come sembra la situazione, poi osserva te stesso in terza persona, dall’esterno, prendendo consapevolezza di come appari, quali pensieri o emozioni affiorano dentro di te. Procediamo con un passo molto importante, continuando a guardare la scena ripetiamoci: “Io sono responsabile, ho creato inconsciamente questa situazione”. Ciò non significa che ci condanniamo, non c’è la minima colpa, la situazione non è positiva o negativa, ma solo un esperienza, e richiamando la nostra responsabilità stiamo prendendo in mano la nostra vita ed il potere di cambiarla. Fino a quando attribuiamo all’esterno la responsabilità siamo costretti a cercare fuori anche la soluzione, e non la troveremo, ma quando riconosciamo la nostra responsabilità abbiamo anche il potere di cambiare le cose. Continuando ad osservare la scena e ripetendoci che siamo noi i responsabili, poiché siamo i creatori, possiamo procedere nel togliere lentamente gli occhiali. Focalizziamo per l’ultima volta tutte le convinzioni contenute negli occhiali e, togliendoli, sentiamo di lasciarle andare, allontanandole da noi. Immergiamoci per qualche minuto in questa sensazione di libertà, poi torniamo a visualizzare la situazione prescelta, prestando attenzione a come appare adesso che ci troviamo senza occhiali: Come appaiono le persone coinvolte? È cambiato qualcosa rispetto a prima? Quali sono le sensazioni che proviamo? La comprensione della situazione è accresciuta? Lasciamo spazio alle intuizioni di emergere, rivelandoci nuovi aspetti della realtà. Quando ci sentiamo pronti possiamo semplicemente abbandonare la visualizzazione, tornando a prestare attenzione al corpo, alle sensazioni ed emozioni che stiamo sperimentando, e quando ci sentiamo pronti possiamo aprire gli occhi, tornando alla dimensione quotidiana. 

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