"Tecnica per la padronanza dei Sogni" di Ambra Guerrucci

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“Con intangibile respiro nel centro della fronte, come questo raggiunge il cuore al momento del sonno, abbi direzione sui sogni e sulla morte stessa.”
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L’intangibile respiro non è che l’energia chiamata in oriente Prana,  dal sanscrito prāṇa, che letteralmente significa vita, ma viene inteso principalmente come l’energia vitale che entra in noi attraverso il respiro stesso. In genere, quando respiriamo, non siamo consapevoli di farlo, ma lasciamo che sia il nostro subconscio a gestire la respirazione in totale meccanicità. Anche quando osserviamo il respiro ci concentriamo sull’aria che entra ed esce dai nostri polmoni, privi della consapevolezza dell’energia vitale che fluisce in noi attraverso l’inspirazione, per questo viene utilizzato l’aggettivo “intangibile”. La tecnica consiste nel diventare consapevoli del respiro attraverso la sua osservazione, per poi direzionare l’energia pranica al centro della fronte, nel sesto chakra, e successivamente al centro del petto, nel cuore spirituale. Lo scopo di questa tecnica è stimolare i due chakra sopra citati, che sono il cuore rispettivamente del corpo Super-Spirituale (Coscienza Solare o Sé Superiore) e della Mente Neutra. Portare l’energia a questi centri energetici significa direzionarla nei rispettivi corpi sottili, quindi aumentarne le vibrazioni, il che si traduce come una grande espansione di consapevolezza, che ci consente non solo di essere consapevoli nei sogni, ma anche nel momento del distacco dal corpo fisico. Prendere coscienza in sogno significa sapere che stiamo sognando, cosa che normalmente non avviene, in quanto mentre sogniamo scambiamo quelle immagini per realtà e solo al nostro risveglio comprendiamo che stavamo dormendo. Diventando consapevoli dei sogni potremo gestire gli accadimenti, creare coscientemente il sogno attimo per attimo, una padronanza rara quanto importante perché ci conduce a creare consapevolmente anche la realtà quotidiana, dato che lo stato di veglia privo di consapevolezza è paragonabile al sonno. Oltre a sognare qualsiasi cosa più ci piaccia, il sogno consapevole ha un’altra grande utilità: condurci a ciò che in oriente viene chiamato sushupti, il sonno senza sogni, un assaggio dell’indescrivibile oceano divino. In oriente il sushupti viene paragonato alla morte, una metaforica morte che simboleggia il dissolvimento dell’individualità nella fonte divina, ovvero la caduta dell’illusoria separazione ed il ritorno a “casa”, al divino. Il raggiungimento di questo particolare stato ci porterà a dissolvere la paura della morte, poiché essa pone le radici nell’identificazione con il corpo fisico, mentre la morte dell’ego ci porta alla totale identificazione con l’energia universale ed immortale. Inoltre, quando si diventa padroni dei sogni e si sperimenta il sonno senza sogni, impariamo a governare la morte, poiché la morte come il sonno è un processo che spesso viene vissuto con inconsapevolezza e quindi ci troviamo a rinascere senza possibilità di scelta, immersi nel grande meccanismo chiamato “ruota del karma”. Prendendo consapevolezza dei sogni possiamo prendere consapevolezza anche nel momento della morte, bruciando il karma, con la possibilità di scegliere consciamente se rinascere, come, in che condizioni e quando farlo. L’obbiettivo della tecnica che mi accingo a spiegare è quindi la padronanza del sogno e della morte. Tale metodo può essere svolto in due modi differenti, uno per le persone che hanno più familiarità con la visualizzazione e l’altro per chi ha più dimestichezza con il sentire, ma entrambi devono essere svolti quando stiamo per addormentarci, continuando fino al momento in cui non scivoliamo consapevolmente nel sonno.
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Tecnica con la visualizzazione
La prima fase di questo metodo consiste nell’osservare il respiro, prendendo consapevolezza non solo dell’aria che entra ed esce, ma anche dell’energia contenuta in essa, che possiamo visualizzare come una luce che entra attraverso l’inspirazione e si espande nel corpo durante l’espirazione, donandoci una bella sensazione di tranquillità e rilassamento. Procediamo in questo modo fino a quando non ci sentiamo a nostro agio, dopodiché passiamo alla seconda fase: come nella parte precedente visualizziamo che, attraverso l’inspirazione, entri in noi il prana sottoforma di luce, che si dirige al centro della fronte, nell’area dove la tradizione induista colloca il terzo occhio o sesto chakra. Continuiamo così per alcuni minuti, fino a prendere dimestichezza con l’esercizio. Quando ci sentiamo pronti passiamo all’ultima fase della meditazione: inspirando continuiamo a visualizzare la luce pranica che fluisce verso il sesto chakra, mentre, ad ogni espirazione, osserviamo la luce spostarsi al cuore. Inspirando la luce entra e si dirige al centro della fronte, espirando la luce scende in linea retta verso il cuore, passando per la gola. A questo punto è importante proseguire l’esercizio fino a quando non scivoliamo nel sonno, in modo da portarvi consapevolezza, e con la pratica si giungerà naturalmente al controllo dei sogni ed alla trascendenza di essi, ovvero allo stato denominato sushupti.
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Tecnica che sfrutta il sentire
Anche in questo caso iniziamo osservando il respiro, percependo la sensazione dell’energia pranica che entra attraverso di esso. Familiarizziamo con tale sensazione e lasciamoci trascinare in un profonda rilassamento: ad ogni inspirazione l’energia entra e durante l’espirazione si espande in tutto il corpo donandoci un gran senso di pace e tranquillità, sciogliendo ogni tensione e rinvigorendo ogni cellula. Dal momento che ci sentiamo totalmente rilassati possiamo procedere con la fase successiva, rimanendo consapevoli dell’energia che entra con l’inspirazione mentre, allo stesso tempo, portiamo la nostra attenzione anche nel punto al centro della fronte, allo scopo di direzionare qui l’energia. Continuiamo in questo modo fino al momento in cui l’esercizio diventa molto naturale, poi passiamo all’ultima parte: inspirando sentiamo, come nella fase precedente, l’energia che entra, osservando contemporaneamente anche il sesto chakra, durante l’espirazione, invece, sempre sentendo l’energia spostiamo l’attenzione al chakra del cuore, l’area in mezzo al petto, avvertendo l’energia che si sposta dal terzo occhio fino a quest’area. Ad ogni inspirazione restiamo consapevoli dell’energia che entra, mentre, al contempo, ci centriamo in mezzo alla fronte; ad ogni espirazione spostiamo la nostra attenzione al cuore spirituale, sentendo l’energia scorrere in basso, fino ad attraversare la gola ed entrare al centro del petto. Anche in questo caso non c’è una fase finale della tecnica, ma è indispensabile proseguire fino a quando non ci si addormenta, con lo scopo di portare consapevolezza nel sonno. 

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